Clima, Vegetazione e Flora nel Comune di Sellano

Bioclima.
Per quanto riguarda gli aspetti sul clima, il territorio comunale di Sellano, per la sua posizione geografica rispetto alla dorsale subappenninica, la conformazione morfologica, le componenti pedologiche e l’altitudine, si caratterizza per una varietà di aree climatiche, che si rispecchiano nelle unità fitocenotiche presenti, tra cui l’associazione a dominanza di Cerro con orchidee strettamente legate ai paleosuoli. Sulla base dei dati climatici disponibili, come quelli pluvio termici – relativi alle precipitazioni medie annue comprese tra 1000 e 1050 mm di pioggia e alle temperature medie annue che oscillano tra gli 11 e 12 °C – si può affermare che il territorio sellanese è interessato da due zone ben definite: bioclima submediterraneo o collinare – esteso dai fondovalle fino a 900- 1000 m di altitudine – corrispondente all’area potenziale della Roverella, del Carpino nero e del Cerro (con presenza, limitatamente ai versanti aperti e molto soleggiati, di periodi di aridità estiva più o meno lunghi); bioclima montano – oceanico (oltre tali quote), coincidente con l’area di distribuzione potenziale del Faggio.

Vegetazione.
Per le condizioni abiotiche descritte e per quelle biotiche legate alle vicende storico-naturali e alle secolari attività antropiche, le comunità vegetali o fitocenotiche diffuse sull’articolato territorio di Sellano – sia boschive che arbustive e pascolive – si presentano alquanto diversificate e sono quasi tutte da ritenersi di rilevante interesse naturalistico e biogeografico, come è descritto nei lavori fitosociologici di Orsomando (1993) e, di Catorci e Orsomando (2001). Tra le fitocenosi presenti particolare valore assumono i boschi che si distribuiscono sul territorio in funzione delle condizioni altitudinali, climatiche ed edafiche e che ricoprono oltre il 60% della superficie comunale, caratterizzando il paesaggio vegetale. Questi boschi, riconoscibili fisiognomicamente per la dominanza di alcune specie forestali, sono dati: per le zone collinari, alto collinari e submontane dalla Roverella (Quercus pubescens), dal Carpino nero (Ostrya carpinifolia), dal Cerro ( Quercus cerris), dal cerro con Roverella e dal Castagno (Castanea sativa); per la zona montana dal Faggio (Fagus sylvatica); per le sponde dei corsi d’acqua e parte dei terrazzi fluviali dal Salice bianco (Salix alba), talvolta con Ontano nero (Alnus glutinosa). Per lo più si tratta di boschi importanti per: la ricchezza biologico – floristica; il buono stato di conservazione; la struttura quasi sempre composta dagli strati muschinale, erbaceo, arbustivo e arboreo; aspetti vegetazionali fitosociologici talvolta unici; la presenza di specie e di habitat contemplati nella Direttiva “Habitat” 92/43 CEE. Va osservato che si tratta esclusivamente di boschi di latifoglie decidue, che solo negli ambienti calcarei rupestri – bene esposti e soleggiati – lasciano spazio ad isolati alberi o nuclei arbustivi di Leccio (Quercus ilex), specie sempreverde indicatrice del clima mediterraneo.

Flora.
Le piante vascolari, ossia piante con i tessuti conduttori – distribuite nelle diverse “tessere” del mosaico paesaggistico di Sellano – ammontano ad alcune centinai di entità, tra specie e varietà. Una ricerca floristica apposita non è mai stata effettuata e le segnalazioni esistenti sono quelle degli studiosi fitosociologici di Orsomando (1993) e, di Catorci e Orsomando (2001), effettuati negli anni ´80-´90 per classificare la vegetazione e per realizzare carte geobotaniche. In tali studi sono riportate specie vascolari di elevato valore naturalistico in quanto considerate endemiche, significative, rare in Umbria e a livello nazionale, come ad esempio alcune orchidee.

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